Cosa vuol dire davvero disidratazione discale, e perché cambia quello che ha senso fare per la tua schiena.
Se hai fatto una risonanza alla schiena, da qualche parte in casa hai un foglio con sopra delle parole che ti hanno spaventato e che nessuno si è fermato a tradurti.
Ti chiedo di andarlo a prendere. Ci vogliono due minuti.
Perché su quel foglio, quasi certamente, c'è scritta la risposta alla domanda che ti fai da anni: perché non passa.
Sono le formule standard che i radiologi italiani usano nelle refertazioni della colonna lombare.
Ne hai spuntate almeno due?
Allora continua, perché il resto di questo articolo parte proprio da lì.
E adesso la cosa più importante di tutta la pagina, che va detta subito.
Queste alterazioni si trovano anche in persone che non hanno dolore e diventano più comuni con l'età. Quindi il referto, da solo, non misura quanto stai bene o quanto stai male.
Ma può aiutarti a capire cosa sta succedendo fisicamente nella zona — e perché lavorare soltanto sui muscoli potrebbe lasciare fuori un pezzo importante del problema.
Questa frase l'hai sentita. Praticamente tutti quelli che entrano nel mio studio con un referto in mano se la sono sentita dire.
E per anni l'ho detta anch'io.
Poi mi sono accorto di una cosa scomoda. Le persone facevano gli esercizi. Li facevano bene, con costanza, per mesi. Diventavano più forti davvero.
E la schiena continuava a fare male uguale.
Il core non è sbagliato. Serve, lo prescrivo ancora tutti i giorni. Ma affronta la stabilità, non affronta la disidratazione.
E se la parola che hai trovato sul referto è proprio quella, stai lavorando su un pezzo diverso da quello che ti sta dando problemi.
Lo stesso vale per la postura. Puoi sederti dritto come un fuso: il disco non si riempie di liquido perché tieni le spalle indietro.
Prendi una spugna nuova, di quelle da cucina. Bagnala. È alta, morbida, se la schiacci torna su.
Adesso lasciala asciugare per una settimana. Diventa bassa, dura, e se la schiacci resta schiacciata.
Il disco intervertebrale funziona così.
Da giovane è pieno di liquido. È spesso, elastico, e ogni volta che appoggi un piede a terra è lui ad assorbire il colpo. Tiene le vertebre distanziate, e nello spazio che resta passano i nervi.
Con gli anni perde liquido. Si assottiglia. Le vertebre si avvicinano.
E succedono tre cose insieme:
Questo è quello che il radiologo ha visto e ha scritto in tre parole.
Questa è la domanda che mi ha cambiato il modo di guardare molti referti.
Il disco intervertebrale riceve pochissimo sangue diretto rispetto a molti altri tessuti. Per questo il suo nutrimento dipende molto dalle condizioni locali e dall'alternanza tra carico e scarico.
Se la zona resta compressa e la muscolatura intorno rimane costantemente rigida, stai creando l'ambiente opposto a quello che vorresti.
È qui che cambia il ragionamento: non basta rendere la schiena più forte. Bisogna anche lavorare su carico, circolazione locale e tensione muscolare.
Gli esercizi per il core. Rinforzano e stabilizzano. Ma non fanno, da soli, tutto il lavoro su compressione, circolazione locale e tensione muscolare.
Gli allungamenti. Possono alleggerire la tensione muscolare, ma lavorano soprattutto su un pezzo del problema.
La postura e la sedia ergonomica. Possono ridurre il carico mentre stai seduto, ma appena ti alzi il lavoro della zona ricomincia.
Il massaggio. Può sciogliere la muscolatura e dare sollievo. Ma non crea decompressione da solo.
Gli antinfiammatori. Abbassano il segnale del dolore. Il segnale, non la causa.
Le manipolazioni. Possono dare una sensazione immediata di sblocco, ma non mettono insieme tutte e tre le azioni che stiamo cercando.
Nessuna di queste cose è sbagliata. Le uso ancora tutte.
Semplicemente, prese una alla volta, non mettono insieme decompressione, circolazione locale e rilascio muscolare nella stessa routine.
Se il punto è dare al disco le condizioni per nutrirsi, il ragionamento si ribalta. Servono tre azioni. Non in sequenza: nello stesso momento.
Togliere carico e ridare spazio tra le vertebre. Un disco schiacciato non ha modo di riprendersi.
Aumentare la circolazione nella zona, perché senza apporto di sangue il disco non ha con cosa ripararsi.
Sciogliere la muscolatura profonda che si è contratta per proteggere la colonna, e che nel frattempo aggiunge pressione.
Se ne fai una sola, ne resta fuori una. Se ne fai due, ne resta fuori una.
Il calore da solo non decomprime. La trazione da sola non nutre. Il massaggio da solo non fa né l'una né l'altra cosa.
Servono tutte e tre. Nella stessa seduta. Coordinate tra loro.
Fino a qualche anno fa ottenerle tutte e tre voleva dire prenotare in tre posti diversi. Quasi nessuno lo faceva davvero.
È una fascia lombare che combina quattro tecnologie in una sessione unica da 15 minuti. La cosa importante non è il numero delle tecnologie: è come si collegano alle tre azioni appena viste.
Sostiene e allunga la zona lombare, riducendo il carico sulle vertebre.
Il calore aumenta la circolazione locale e porta ossigeno e nutrienti dove servono.
Agisce in profondità sull'infiammazione che ostacola il recupero.
Lavora sulla muscolatura paravertebrale contratta, quella che aggiunge pressione sulla zona.
Non sostituisce gli esercizi. Fa la parte che gli esercizi non fanno.
Sul divano, davanti alla televisione. Quindici minuti.
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La struttura interna sostiene la zona lombare e allevia il carico. La maggior parte delle persone descrive una sensazione di alleggerimento nei primi trenta secondi.
Il calore entra in profondità e la luce rossa lavora sulla zona. È la fase in cui aumenta la circolazione locale.
L'elettrostimolazione lavora sui due lati della colonna, sulla muscolatura che si è contratta per compensare.
Alla fine il parametro più importante non è come suona il referto: è come ti senti quando ti alzi, guidi, lavori, cammini e dormi.
Sul mio referto c'era scritto discopatia degenerativa multipla e quella parola, degenerativa, mi era rimasta in testa. Ho fatto diversi mesi di esercizi: ero più forte, ma la mattina continuavo ad avere bisogno di tempo prima di sentirmi sciolto. Ho iniziato a usare la fascia la sera e oggi quel rituale appena sveglio è molto più breve. È la cosa che noto di più.
La cosa che mi ha colpita è stata capire che un referto brutto da leggere non racconta da solo come stai. Io avevo iniziato ad avere paura di ogni movimento. Ho ricominciato a muovermi con più tranquillità e la sera uso la fascia. Sono due mesi e ormai è diventata parte della mia routine.
Faccio il corriere, sto seduto otto ore al giorno. Ho protrusioni a due livelli e mi era stato detto di cambiare mestiere, cosa che a quarantotto anni con un mutuo non è che si fa. La uso appena rientro, prima di cena. Non è sparito tutto e non voglio raccontare balle, ma scendere dal furgone la sera è un'altra cosa rispetto a sei mesi fa.
Non ti do i numeri medi della spesa sanitaria italiana. Ti chiedo di fare un conto tuo, sugli ultimi due anni.
Fatto il totale?
Il punto non è dirti quanto hai speso “male”. Molte di quelle cose possono avere avuto un senso. Il punto è chiederti quanto valore avrebbe per te una routine che puoi usare direttamente a casa, senza appuntamenti e senza dover ricominciare ogni volta da zero.
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LumbaRest™ di Vertaline non è in vendita su Amazon, eBay o presso altri rivenditori. Ordina solo dal sito ufficiale per ricevere il prodotto originale e avere diritto alla garanzia.
Ci sono casi in cui questa non è la risposta, e preferisco dirtelo io.
Se hai perso il controllo della vescica o dell'intestino, se un piede ti si trascina quando cammini, pacemaker, gravidanza, neoplasie, chirurgia vertebrale o se hai una debolezza che sta peggiorando di settimana in settimana.
So che sei già stato fregato. Chi ha un referto così ha in casa almeno tre cose comprate con speranza e finite in un cassetto.
Hai 90 giorni per usarlo e vedere cosa succede.
Se dopo tre mesi non sei soddisfatto, scrivi all'assistenza e ti rimborsiamo. Senza domande e senza doverti giustificare.
Questa garanzia commerciale si aggiunge al diritto di recesso di 14 giorni previsto dalla legge e alla garanzia legale di conformità di due anni, che restano validi in ogni caso.
Se non ti risolve niente, preferisco che tu ti riprenda i soldi piuttosto che ti resti in un cassetto a ricordarti l'ennesimo tentativo andato male.
La prima. Continui esattamente con la routine che hai già: esercizi, attenzione alla postura e qualcosa al bisogno nei giorni peggiori. Se ti basta, non c'è nulla di sbagliato.
Se invece senti che manca ancora qualcosa tra una seduta e l'altra, puoi aggiungere una routine pensata per lavorare contemporaneamente su decompressione, circolazione locale e rilascio muscolare.
La seconda. Aggiungi per 90 giorni la cosa che agli esercizi manca. Quindici minuti la sera, sul divano. E se non funziona, ti riprendi i soldi.
Non è una scelta drammatica. È solo che una delle due ti costa niente sbagliarla.
Sul quarto punto insisto. Chi smette gli esercizi perché ha comprato una fascia sta facendo lo stesso errore di prima, solo al contrario.
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Dr. Mario Schillini
fisioterapista
P.S. Se sei andato a prendere il referto e hai trovato la parola disidratazione, quella è l'informazione più utile di tutta la pagina. In 30 anni ho visto pochissime persone a cui qualcuno si fosse fermato a spiegare cosa vuol dire.
P.P.S. E se non hai trovato niente perché la risonanza non l'hai mai fatta, non correre a farla per questo. Le linee guida sono abbastanza concordi sul fatto che nel mal di schiena comune la diagnostica per immagini non serve nei primi tempi, proprio perché trova cose che spesso non c'entrano con il dolore.
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QUESTO È UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO E NON UN ARTICOLO DI CRONACA.
AVVERTENZA MEDICA: le informazioni contenute in questa pagina non costituiscono parere medico e non sostituiscono la valutazione o il trattamento da parte di un professionista sanitario qualificato. Le spiegazioni delle diciture radiologiche riportate in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la lettura del referto da parte del medico curante o dello specialista, che è l'unico a poterlo interpretare nel contesto clinico. LumbaRest™ non è destinato a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna patologia. Se lei o un'altra persona presentate sintomi, consulti il suo medico. In caso di emergenza contatti immediatamente il 112 o il suo medico.
I risultati e le esperienze possono variare da persona a persona.